Visualizzazione post con etichetta Arte. Mostra tutti i post
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mercoledì 16 ottobre 2013

In short - Reflections


We don't stop play because we grow old, we grow old because we stop playing. 
George Bernard Shaw

Created by Bosmat Agayoff and Alon Ziv, as their graduation film. Reflections is centring around a character reluctant to grow up, the initial youthful energy of Reflections is soon replaced with a much more sombre tone, as our central protagonist is encouraged to mature by an ever-expanding group of strangers.
Light-heartedness, joy and melancholy.
Take five minutes off to watch this beautiful short film!

giovedì 10 ottobre 2013

Playing with humain beings by Ron Mueck


Ron Mueck constructs hyperrealistic likenesses of human beings (using resin, fiberglass, silicone, and many other materials), while playing with scale. The sculptures are many times larger or smaller than expected. They have even a uncommon ugliness in them like like wanting to go to clash with the classical canons of beauty.

Arte "Povera": Vira Photography

Disponibile quiAvalaible here


lunedì 24 giugno 2013

La carta vivente di Choung Nguyen


L'origami è un'arte, ma la vera arte è rendere vivi questi animali. Guardate queste piegature, l'espressività che Cuong Nguyen dà alla carta nel creare le propri opere. Pensare che io non riesco nemmeno a fare una barchetta di carta...

Origami is art, but the real art is making these animals alive. Look at these foldings, look the expression that Choung Nguyen gives to paper in creating his works. Make me laughing just the thing that I can not even make a paper boat ...

venerdì 22 marzo 2013

Paper landscape by Eiko Ojala


L'autore di questo lavoro non è un bambino particolarmente dotato, bensì un artista estone, Eiko Ojala. Le componenti sono semplici: fogli, pittura e ombre. Niente di più per un opera d'arte

The author of this work is not a very gifted child, but an estonian artist, Eiko Ojala. The components are low and very simple: paper, paint and shadows. Nothing more to create an artwork.


venerdì 19 ottobre 2012

Piracy, quando il CD diventa arte


I più grandi musicisti sono stata un tutt'uno con la loro musica, ma non fino a tal punto da esserlo anche con i supporti utilizzati per immagazzinare le loro melodie. Mirco Pagano e Moreno de Turco hanno creato gli straordinari ritratti non convenzionali sotto. Jimy Hendrix, Bob Marley e molti altri ritratti unicamente con l'utilizzo dei loro album più importanti, il tutto ovviamente originale. Perché queste opere, che hanno richiesto oltre duecento ore di lavorazione, sono state realizzate Iper una campagna di sensibilizzazione contro la pirateria musicale, organizzata dall'agenzia TBWA di Milano e dal magazine First Floor Under. 
Questo è un attacco d'arte al livello di quelli di Neil Buchanan di Art Attack!


martedì 15 maggio 2012

L'arte ordinaria di Ron Ulicny


Spesso su Stop Stealing my Look abbiamo parlato di arte fatta con oggetti comuni. Ron Ulicny ha fatto di questo una ragione di vita artistica. Oggetti comuni si intersecano tra loro, nonostante la loro vita naturale li discosti di molto. Un arte povera, ma che lascia riflettere sul motivo creativo che vi soggiace. Se vi piace e avete qualcosa da spendere potreste anche acquistare qualcosa su Art Spoke.

martedì 24 aprile 2012

Peter Aurisch. Quando la pelle si trasforma in carta


Ci siamo occupati spesso di arte in vari aspetti, ma mai abbiamo affrontato il tatuaggio. Proponiamo l'argomento con Peter Aurisch. I suoi tatuaggi assomigliano a disegni fatti su carta, con stile da illustratore, a tratti coordinati, che vengo riproposti sulla pelle dei propri clienti. Un stile unico e insolito, che anima la pelle e discosta i suoi fruitori dall'intero panorama dei comuni tatuati. 






lunedì 2 aprile 2012

Regred'Arte: Esther Stocker


Esther Stocker è un'artista italiana, nonostante il nome richiami origini non proprio mediterranee, classe '74, Bolzano. La sua arte esplora lo spazio e la percezione che il visitatore ha attraversando le sue installazioni. Linee e forme geometriche, rigorosamente in nero, attraversano le pareti, il soffitto e il pavimento, creando effetti disturbanti per l'occhio. Ogni opera crea una percezione diversa dello spazio, ma tutte sembrano essere in un qual modo sgradevoli. 
L'arte è anche disturbare, "distruggere" uno spazio chiuso che di per sé risulta per un uomo un ambiente sicuro e trasformarlo in qualcosa che fuoriesce dal comune senso, proiettandolo quasi verso una concezione di spazio digitale, che in qualche modo sembra richiamare il mondo dei primi computer e dei pixel (non trovate qualche richiamo a Tron?). 

martedì 20 marzo 2012

Regred'Arte: Maurizio Cattelan


Maurizio Cattelan è sicuramente l'artista più quotato all'estero. Vive tra New York e Milano, ma il suo estro creativo è partito da Forlì. Il buon Maurizio (gli artisti ancora in vita devono essere nominati per nome come asserisce Sarah Thornton nel suo libro sull'arte, Il giro del mondo dell'arte in sette giorni), nato a Padova nel 1960, si trova al 42° posto della classifica degli artisti con maggiori fatturati d'asta nello scorso anno (21 opere vendute per un totale di 5.497.694 euro) e all'età di 51 anni ha deciso di ritirarsi (che ciò rappresenti verità o meno è ancora da verificare), asserendo che: "Bisogna lasciare spazio ai giovani. Ho cinquantun anni: viviamo in un mondo governato da vecchi senza idee. A vent’anni hai molte idee ma non hai soldi. Poi arrivano i soldi e non hai più le idee".  Pregevole una simile intenzione. 
Le sue opere sono dissacranti e molto spesso inneggiano allo scandalo, probabilmente realizzando pienmente ciò che l'artista vuole suscitare nei suoi spettatori. Si ritrova spesso, nelle sue opere, anche una riflessione sulla morte. L'imbalsamazione degli animali è forse uno dei punti cardini della sua opera, come il cavallo la cui testa scompare nel muro oppure l'opera Others presentata alla scorsa Biennale di Venezia, dove 2000 piccioni imbalsamati osservano dall'alto i visitatori della mostra (veramente suggestivo e questo sentimento si può provare solamente trovandosi sul posto, non attraverso una foto) od, infine, Bidibidobidiboo, lo scoiattolo suicida, in cui la pistola riposa a terra richiamando quel desiderio di morte poco animalesca. 
Ma la sua opera scandalizzante continua a stupire ancora con un Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite (La Nona Ora) o il grosso dito medio alzato scolpito interamente in marmo di Carrara dal titolo provocatorio L.O.V.E.
Infine, non si può non ricordare la sua retrospettiva realizzata al Guggenheim di New York intitolata All, dove ha deciso di appendere le sue opere al soffitto della più famosa opera di Frank Lloyd Wright. 
E' un artista che ha fatto discutere e farà discutere sempre. Quello che ci chiediamo è se la sua opera potrà trovare spazio all'interno dei manuali di arte, oppure sarà una di quelle meteore create dal forte mercato artistico attuale, ovvero solamente un artista a la page, niente più, che finirà nel dimenticatoio. Alcuni lo accostano a Duchamp, un paragone che non può che fare piacere e rendere orgogliosi, altri lo definiscono solamente un furbacchione (Jonathan Binstock).
Voi cosa ne pensate?  

mercoledì 7 marzo 2012

Celebration of Steve

Simplicity isn't just a visual style. It's not just minimalism or the absence of clutter. It involves digging through the depth of the complexity. 
Sir. Jonathan Ive

In poche parole: la semplicità non è solamente uno stile visivo. Non è minimalismo o assenza di disordine. Bensì scavare nelle profondità della complessità. Questa frase riassume un po' ciò che ha dato vita ai prodotti  ideati da Steve Jobs, che viene ulteriormente celebrato, a pochi mesi dalla sua morte e nel giorno in cui si sarebbe dovuto festeggiare il suo 57° compleanno, attraverso questo sito: Celebration of Steve. La galleria mostra come avrebbe reinterpretato la mente del genio della Mela alcuni oggetti di comune utilizzo: semplicità, trasparenza e sincerità. Rigorosamente black & white.

mercoledì 29 febbraio 2012

Leif Podhajsky e l'arte psicadelica


Leif Podhajsky è un artista e un direttore creativo australiano. I suoi lavori esplorano mondi sconosciuti e psicadelici, che prendono vita quasi sempre da un contesto reale. Sembra un'arte fuoriuscita dalla fine degli anni 60, dove si respirava a pieni polmoni la libertà (specialmente nell'uso di sostanze allucinogene). Il suo lavoro ci piace perché fuoriesce dai canoni dell'arte moderna, appunto attingendo a pieni mani dal passato, a volte risulta provocatorio (ci sono lavori che nascono da immagini pornografiche esplicite, che abbiamo evitato di pubblicare), e viene apprezzato sopratutto dalle major musicale che richiedono il suo contributo per la realizzazione delle copertine degli EP (Likke Li, Tame Impala e molti altri).  

lunedì 20 febbraio 2012

Arte "Povera": Antlers Gallery

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L'arte non ha prezzo. Fino a quando non si deve comprare. Non tutti possono intraprendere spese folli per acquistare un dipinto, ma questo non significa che dobbiamo comprare una banale stampa di Ikea, prodotta in milioni di copie. Esiste dell'arte che tutti possono comprare solo con un po' di buon gusto. Vi presentiamo la galleria Antlers (con cui abbiamo già collaborato per l'intervista a Tim Lane), attraverso una piccola intervista con il direttore Jack Gibbon.

"Antlers è una galleria nomade. Lanciata a Bristol nel 2010, produce mostre temporanee che si muovono attraverso diversi spazi in tutta la città. Il sito di Antlers funziona come una residenza permanente e ospita solo il  negozio online."

martedì 31 gennaio 2012

Five for ImPressing: Anthony Moman

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Per questa intervista abbiamo selezionato un'artista che opera in Lucchesia (mia terra natale), anche si nazionalità inglese. Buona lettura.

Nome, cognome, età, provenienza?
Anthony Moman, 45 anni, nato a Londra.

Come mai ha deciso di trasferirsi dall’Inghilterra, in Toscana? E più precisamente a Lucca?
Londra é grande quando si è giovani, liberi e single. Mi è piaciuta subito la Lucchesia quando venni per vacanza con la mia fidanzata ed amici e vi ritornai diverse volte. Fin da subito ho sognato di vivere lì una volta sposato con la mia famiglia.

giovedì 5 gennaio 2012

Street Art of 2011 - Part 1


Attualmente, sono un po' preso dalla street art, specie dopo aver visto il documentario Exit through the gift shop; e in questi giorni mi sono imbattuto in un link sulla pagina facebook di Clet Abraham (artista di cui presto presenterò un'intervista), Le meilleur du street-art en 2011. Dopo aver dato un'occhiata alla serie di immagine ho deciso di riproporre queste foto anche qui. Oggi vi presento la prima parte, volendovi far riflettere sulla qualità di questi artisti. Ormai, questa forma d'arte non può più essere relegata, va accolta nel novero delle arti maggiori, mettendo da parte gli atteggiamenti altezzosi da parte del gotha dell'arte. Chi può dire che questa non è arte? 












martedì 29 novembre 2011

Deok, la scultura liquida koreana


L'Oriente, almeno a mio modestissimo parere, rappresenta il futuro in campo artistico, come in altri campi (primo fra tutti quello della moda). Senza volerne riportare eccelsi esempi, presentiamo qui un artista sicuramente meno conosciuto ai più, ma non per questo meno rilevante. Deok, koreano, crea le sue strutture di impianto nettamente classico attraverso pezzi di metallo, catene e parti di motori in maggioranza. Le sue creazioni appaiono, oltre che scomposte in milioni di pezzi, anche incomplete. Queste figure fisicamente perfette, ma incomplete (alcune mancano proprio in parti di corpo, altre non possiedono capelli), sembrano delle riflessioni sull'uomo contemporaneo. Quando la certezza dell'esistenza corporea, prima e più potente fra le certezze esistenzialistiche, in tutte le sue parti viene meno, cosa può rimanere dell'essere umano? Alcune opere, sembrano proprio riportare alla mente il titolo di un libro di Zygmunt Bauman, Modernità liquida, anche se qui andrebbe tradotto piuttosto in esistenza liquida








mercoledì 26 ottobre 2011

Masks: il potere dell'immaginifico


Strumenti per lavori, vecchi pezzi di latta, taglieri in legno. Tutto questo viene plasmato da Thierry Despont nella sua ultima fatica, Masks. Classico e moderno si fondono, un connubio di figurativo e non figurativo. Ogni maschera prende vita e palesa una propria personalità, possiede la propria espressione ed esprime una propria emozione. In alcune si rivedono, specie nelle maschere dalle fattezza di pennuti, alcuni personaggi di Alice nel paese delle meraviglie della Disney; il resto prende vita da un mondo della fantasia totalmente nuovo e non ci meraviglierebbe se iniziassero a muoversi, facendo rumori meccanici, e  a parlare con voci sintetiche.