Visualizzazione post con etichetta Architecture. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Architecture. Mostra tutti i post

giovedì 8 gennaio 2015

Purification of shapes

The Wish list project, created by British designer Terence Conran, invited ten emerging designers to create an object made ​​of wood for ten renowned architects and designers. We present some results of these collaborations and you will see what trends will be taking on design for the future. Truly magnificent pieces by designers from future success.

Sharpeners by Norie Matsumoto for Norman Foster
Ladder by Xenia Moseley for Richard Rogers
Ladder by Xenia Moseley for Richard Rogers
Shed by Nathalie de Leval for Paul Smith
Kitchen stool by Felix de Pass for Alison Brooks
(Via

7 ways how to see Architecture

Bränden bus stop by Sou Fujimoto
Vedere una relazione tra Krumbach, paese con una popolazione di appena mille abitanti, e l'architettura contemporanea poteva essere alquanto difficile. Fino a quando, non si è lanciato il progetto Bus stop project: sette architetti internazionali sono stati invitati a realizzare altrettante fermate dei mezzi pubblici in cambio di una vacanza nella regione di Bregenzerwald (Austria). A questo progetto hanno partecipato architetti come Sou Fujimoto, Smiljan Radic e Wang Shu. 
Quello che risulta interessante da un'iniziativa di questo genere è che ci è possibile vedere come ciascun architetto veda l'architettura applicata ad una tipologia edilizia unica. Chi, come Sou Fujimoto, la vede come una forma di interazione tra persone, quindi lo spazio come luogo di incontro, chi, invece, immagina un piccolo interno in cui isolarsi dal mondo esterno, da cui guardare il mondo esterno come un estraneo. 
Lasciamo a voi, analizzare le altre differenze e sarebbe interessante se ce le illustraste nei commenti. Rimane, comunque, un'idea eccezionale, che potrebbe essere ripetuta anche in altri contesti, magari mettendo alla prova questa volta promettenti e giovani menti, coloro che tra qualche anno rappresenteranno il futuro.  

Find a relationship between Krumbach, a village with a population of barely a thousand of inhabitants, and contemporary architecture could be quite difficult. At least until the Bus Stop project: seven international architects were invited to realize their bus stop structure in exchange for a holiday in the region of the Bregenzerwald (Austria). This project was attended by architects such as Sou Fujimoto, Smiljan Radic and Wang Shu. 
What is interesting from this kind of initiative is that it is possible to see how each architect sees architecture applied to a building type. Who, as Sou Fujimoto, sees it as a form of interaction between people, space as a meeting place, who, however, imagine a small interior isolated from the outside world, from which look to outside world as a stranger. 
We leave it to you to analyze the other differences and it would be interesting if you could illustrate us in the comments. It remains, however, an exceptional idea, which could be repeated in other contexts, perhaps putting to the test, this time, promising young minds, those who will represent the future in a few years. 

Glatzegg bus stop by Wang Shu and Lu Wenyu of Amateur Architecture Studio
Unterkrumbach Süd bus stop by ArchitectenDe Vylder Vinck Taillieu
Unterkrumbach Nord bus stop by Antón García-Abril and Débora Mesa of Ensamble Studio 
Oberkrumbach bus stop by Alexander Brodsky
Kressbad bus stop by Rintala Eggertsson Architects
Zwing bus stop by Smiljan Radic

mercoledì 26 giugno 2013

Sekeping Kong Heng, l'essenza del recupero


Hanno sempre un certo fascino questi edifici che mantengono le tracce del tempo passato sui propri muri. Meglio di muri nuovi, asettici e bianchi. Open space con una forte personalità data appunto da questi materiali che hanno visto il signor tempo passeggiare davanti a loro. 
Sekeping Kong Heng è un ex ostello per artisti di teatro, oggi guest house realizzata dallo studio Seksan Design, i cui arredi ricordano una vecchia fabbrica. Il progetto è fortemente incentrato nel recupero, che pare essere riuscito pienamente. 

These buildings that keep track of time spent on their walls always have a certain charm on me. Better than new walls, aseptic and white. Open space with a strong personality give by these materials that have seen Mr time walking in front of them.
Sekeping Kong Heng is a former hostel for theater actors, today's a guest house designed by Seksan Design, whose furnishings remind to idea of an old factory. The project has a strong focus in the recovery, which seems to be fully successful.

sabato 29 dicembre 2012

Casa Pangue by Elton+Leniz Architects


La Casa Pangue si affaccia direttamente sull'oceano Pacifico. La distribuzione per vari livelli si ha nella parte centrale della costruzione e si imposta su quattro livelli e tre terrazze, per consentire il più possibile la vista offerta dal paesaggio circostante. 
L'accesso è possibile al piano terra, dove si trovano le aree di parcheggio e una zona di rimessa. Al primo piano si trovano le zone comune, come la cucina, la sala da pranzo e il soggiorno. Al livello successivo si trova la zona notte ed, infine, è una terrazza realizzata in legno leggero. 
La struttura è realizzata in cemento con rivestimenti in legno. 
Un opera eccezionale, che in qualche modo ricorda Casa Kaufmann di Wright: dove al posto delle pareti in pietra troviamo i rivestimenti in legno. Questi setti murari che si incrociano, l'uso del vetro e lo studio delle porte interne non fanno altro che riportare alla memoria l'opera del maestro statunitense. 

The House Pangue overlooks the Pacific Ocean. The distribution for various levels occurs in the central part of the building and it's made with four levels and three terraces, to allow as much as possible the view from the surrounding landscape.
Access is on the ground floor, where there are parking spaces and a storage area. On the first floor there are common areas such as the kitchen, dining room and living room. At the next level is the sleeping area and, finally, in the top there is a terrace made ​​of light wood. The structure is made of concrete with wood paneling.
An exceptional work, which in some way remembers Wright's Kaufmann House: where in place of the stone walls are wood paneling. These dividing walls that intersect, the use of glass and the study of interior doors do nothing but bring to mind the work of the american master. 

Architects: Elton+Leniz Arquitectos asociados
Site Area: 2.093 sqm
Built Area: 437 sqm
Project Year: 2006-2007
Construction Year: 2008-2009
Materials: Concrete, Brick, Wood
Photographs: Natalia Vial


mercoledì 5 dicembre 2012

House M by Monovolume Architects


Architetti: Monovolume Architecture + design 
Location: Meran, Italy 
Area: 360 mq 
Anno: 2012 

La House M è una residenza situata nel comune di Merano. Già così ad una prima occhiata, non ci pare per niente una casa da nord Italia, forse una simile dimora sarebbe più facile vederla sul litorale californiano. 
Il suo concetto creativo nasce dalla contrapposizione di superfici solidi e superfici trasparenti. I forti volumi che contraddistinguono i piani si propendono in avanti rispetto ai fili delle facciate, come ad andare ad abbracciare ciò che circonda l'edificio. L'impianto si adegua al leggero discendere del terreno sui cui è posizionato, sul cui retro la scena è rapita prepotentemente dalla piscina, zona su cui si affaccia anche la maggiore superficie vetrata dell'edificio. 

domenica 18 novembre 2012

Nest by UID Architects


Una casa che si espande come un nido nella foresta. Questa dimora per una famiglia di sole donne, una madre con due bambine, sorge in zona boschiva e accoglie in sé parte di questa natura. Le intenzioni degli architetti erano quelle di creare un ambiente non divisibile, che riunisca in sé inseparabilmente la famiglia, come la foresta accoglie e abbraccia ogni suo abitante. Ma in questo caso non è il nido che soggiace lievemente sui rami di un albero, ma è proprio esso che ingloba in sé la pianta, ponendola al centro dello spazio abitato. 
Si entra attraverso un tunnel di cemento e su questo piano si trova la zona  notte, ma la vera eccezionalità di questa architettura si ritrova al piano superiore, dove l'imposta alle varie altezza delle aree adibite ad usi diversi si trasforma inevitabilmente da piano di lavoro della cucina a percorso ed, infine, ad area studio. Chi non vorrebbe sedersi sul vuoto ad osservare la pianta che cresce nelle propria casa, mentre qualcuno cucina a pochi centimetri da lì? 
Un'architettura che risplende per l'organizzazione dei propri spazi, seppur alcuni aspetti potessero essere curati meglio, come i prospetti che risultano alquanto semplicistici, anche se di certo rivolti alla trasparenza. 

Architetti: UID Architects
Location: Onomichi, Hiroshima, Japan
Design Team: Keisuke Maeda
Site Area: 362 sqm
Total Floor Area: 121.45 sqm
Area: 81.22 sqm
Anno: 2010
Fotografie: Hiroshi Ueda



sabato 20 ottobre 2012

House in Asamayama


Scegliere una quota a cui impostare l'edificio e mantenere la linea di costruzione orizzontale da tale punto. Questa credo sia una delle sfide più affascinanti dell'uomo nell'ambito dell'architettura. Forse la mia visione è un po' pervasa dalla mia formazione universitaria da ingegnere, ma non è detto che una costruzione ardita non possa incarnare ideali di bellezza. Ne è un esempio questa casa sul monte Asama, Giappone. Il proprietario ha dovuto cercare per anni la location ideale: uno splendido mare alberato sul clinale della montagna Questa abitazione è cresciuta tutt'uno con l'ambiente circostante, una casa-terrazza sul panorama eccezionale che si mostra dintorno. Entrare nell'ambiente è un po' come fuoriuscire nuovamente all'esterno, infatti, le ampie vetrate danno piena visuale su ciò che si distende fino all'orizzonte. La mano dell'uomo accoglie ed invita ad entrare la natura all'interno del suo dominio, senza rifuggirlo o annientarlo. 
Una villa che sembra incarnare alcuni ideali delle opere di Le Corbusier, come la costruzione su pilotis, seppur in questo caso si tratti di setti di cemento armato, la costruzione estesa orizzontalmente e la semplicità formale. Anche l'arredo interno è essenziale per lasciare spazio all'abitante di poter fruire della natura che lo circonda, senza essere distratto dalle creazioni dell'uomo.

Architetti: Kidosaki Architects Studio
Location: Asamayama Tsukudeiwanami, Shinshiro, Aichi Prefecture, Japan
Design Team: Coco Ashihara
Project Year: 2011
Fotografie: 45g Photography © Junji Kojima

venerdì 29 giugno 2012

Room Portraits by Menno Aden


Inserire una telecamera appoggiata al soffitto e scattare. Una sorta di voyeurismo architettonico: entrare in una stanza e fotografarne l'arredo, l'oggettistica che anima quella piccola parte di un contesto architettonico più vasto. C'è una ricerca della perfezione stilistica, un interesse verso quello che sembra più un disegno tecnico, seppur reale, una sorta di rappresentazione in pianta che diventa fotografia. Eppur trattandosi unicamente di oggetti, di pavimenti, di pareti, queste foto portano un'ideale autentico di bellezza e di perfezione. Probabilmente l'assenza del naturale abitante rende la scena perfetta nel suo mutismo e nella sua staticità, il tutto impreziosito da un punto di vista totalmente anomalo rispetto alla consuetudine.
Il tutto opera di Menno Aden

mercoledì 6 giugno 2012

Port Adriano e l'esperienza del mare secondo Philippe Starck


Dopo che la sua matita ha dato vita a straordinari yacht come il Tofinou 12 e l'A, la star del design del design contemporaneo Philippe Starck ha firmato un nuovo progetto inerente la nautica. Questa volta non  una imbarcazione vera e propria, bensì l'ampliamento di Port Adriano, il marina di Palma di Maiorca.
Grazie a un investimento da 90 milioni di euro da parte del gruppo Ocibar, la nuova struttura è in grado di accogliere in un contesto moderno e ricco di stile ben 82 imbarcazioni con lunghezze fino a 80 metri, mettendo a disposizione servizi e attrattive di altissimo livello.
Il designer ha voluto creare un unicum armonioso all'interno della costruzione, assicurando a tutti gli usufruitori il massimo comfort. Le linee sono semplici ed eleganti, nessun eccesso contraddistingue l'interior design del progetto. Anzi Starck sembra essersi rifatto all'integrità e alla tradizionalità dello yacht design riproponendolo in contesto prossimo, ma non abitudinario. 
L'intera zona è interamente pedonale e dedicata esclusivamente alle barche e allo shopping. I moli risultano puliti e privi di cime grazie ad un innovativo sistema di ormeggio. Ogni singolo particolare, come potete vedere nelle foto risulta studiato fin nei minimi dettaglia, fino al banale numero di ormeggio. Interessante la proposta per l'illuminazione che propone dei sistemi illuminanti a led che riprendono le forme di lampade da interno, ma che creano questo senso di estraneità essendo poste in esterno. 
Un progetto che sembra ben riuscito, nel simbolo di un lusso che riesce a convivere con la semplicità. 


venerdì 2 marzo 2012

Victor Enrich e l'architettura ardita


Non si tratta di opere di architettura ardite, bensì dei parti della fervente mente del fotografo Victor Enrich, fotografo classe '76, Barcellona, Spagna. Da scatti di semplici edifici, nascono opere che sfidano la gravità e le più rigide regole dell'ingegneria struttura, creando opere uniche nella loro fantasia e bellezza. 







giovedì 19 gennaio 2012

[Architettura] Casa Clementina

C'è una festa in casa. Indirizzo via Clementina 9, Rione Monti, Roma. Aperitivo in cucina e poi cocktail in salotto. 
Ovviamente stiamo scherzando. Siamo qui a presentarvi un locale adatto ai fashion victim come i nostri lettori. Casa Clementina è un locale notturno travestito da casa, o  una casa travestita da locale notturno? Pezzi di modernariato, totalmente acquistabili, arredano il locale confezionandone una casa very cool. Nessun oggetto è lasciato al caso, come i prosciutti appesi al soffitto o la bilancia Berkel (che da nipote di panettiere non posso che apprezzare). Anche gli amanti dell'aria aperta non risulteranno totalmente delusi da un corridoio tappezzato con erba sintetica e varietà floreale. Unica mancanza l'aria aperta, ovviamente.  

mercoledì 4 gennaio 2012

Architettura - Casa la Roca


Architetti: Parque Humano
Località: Valle de Bravo, Messico
Superficie Totale: 450 mq
Committente: Privato
Completamento: 2011
Team di Progetto: Jorge Covarrubias + Benjamín González Henze, Omar Martinez, Juan José Barrios, Mercedes Escudero
Struttura: DECSA

Analizziamo per gradi la struttura che vi poniamo davanti. Come possiamo vedere, la sua geometria, a partire dalla facciata appare alquanto lineare, semplice e anche un po' banale. Niente di originale, potremmo asserire. Entriamo, però, meglio nel progetto. Le ampie vetrate sulla facciata principale, in contrasto con la compattezza dei lati corti, crea un solito rapporto tra interno ed esterno, anzi grazie alla possibilità di aprirle totalmente al piano terra, abbiamo proprio un senso di compenetrazione con un esterno mozzafiato, costituito dalla Riserva naturale del Cerro Gordo. Quello che sembra un volume a parallelepipedo poi non risulta totalmente sincero, nascondendo, invece, la sua natura a pianta trapezoidale.
Penetrando all'interno, la semplicità torna a regnare nuovamente sovrana, con pareti totalmente bianche e mobili molto semplici, dai tagli squadrati. Qui è posto semplicemente il sufficiente e questo rende il tutto statuario, con grande potenza espressiva. 
Altra nota positiva è l'immensa scala monumentale ed incassata fra due pareti in pietra, che consente l'accesso all'edificio dal piano di parcheggio. Si sale e si può percepire solo in parte l'edificio totalmente in bianco in contrasto con le pareti in pietra scura e all'ombra. Solamente al momento dell'arrivo al piano di campagna, ci si trova completamente baciati dal sole e da un panorama emozionante, sovrastati da questa splendida casa dai colori chiari. 
Come volevasi dimostrare, la semplicità, a volte, è la migliore soluzione per la realizzazione di un buon progetto sia in termini di funzionalità, ma anche di bellezza; concetto che nella mentalità comune viene spesso denigrato. 

Per chi si fosse perso i precedenti articoli di architettura, li può trovare qui: "Ubud Hanging Gardens, le piscine del Paradiso".