Da piccoli più o meno tutti ci siamo coperti di tatuaggi trasferibili raffiguranti i nostri eroi preferiti, che rimanevano sulla nostra pelle per giorni anche quando gran parte se ne era andata e solamente dei piccoli quadratini colorati indugiavano sul corpo. Il principio di Tattly è lo stesso, tatuaggi a tempo determinato per coloro che non osano abbastanza per realizzarne uno permanente. L'offerta, almeno per il momento, è abbastanza limitata (una quindicina di modelli), si passa da disegni cartonizzati a semplici figure geometriche o scritte. Se il repertorio sarà implementato, il progetto potrà prendere maggiormente piede per assecondare i gusti di tutti, ma la base sembra buona. I costi si aggirano intorno ai 5$ per coppia di trasferibili.
martedì 19 luglio 2011
Tattly
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Tina Roth Eisenberg
lunedì 18 luglio 2011
Harry Potter e i doni della morte - Seconda Parte
Ultimo capitolo della saga di Harry Potter. La ricerca degli ultimi Horcrux porterà allo scontro finale con il villain per eccellenza, Lord Voldemort.
Rispetto alle pellicole precedenti, si riscontra una maggiore ricerca dell’azione, le scene sono molto meno parlate e si sente un po’ il bisogno di qualche voce che spieghi meglio il dipanarsi della trama e non che questo avvenga solamente attraverso una successione di immagini.
I libri sono molto improntati sul dialogo, specialmente fra i tre personaggi maggiori (Harry, Ron e Hermione) che tramite le loro elucubrazioni, oltre che agli atti, giungono alla meta delle loro ricerche. Certo, si è ben consci della difficoltà di trasposizione di un libro di una certa molte in pellicola, ma questo non può essere totalmente una scusa, vista anche la scelta di dividere in due l’ultimo atto. Ed anche volendo inquadrare totalmente il film nella categoria azione, il risultato presenta scene con poca forza ed impatto. La battaglia risulta confusionaria e si temporeggia troppo e troppo spesso nelle panoramiche intorno al castello di Hogwarts, che possono sì risultare suggestive, ma d’altro canto sembrano solo espedienti per risparmiare su scene che necessiterebbero maggiori costi umani e tecnici.
D’altro canto la scelta di un film più lento e “silenzioso” potrebbe essere adeguata qualora il fine fosse di rendere con maggior vigore le tragedie che si dipanano nell’arco delle due ore, ma questa emotività manca quasi totalmente. I numerosi morti, anche fra i personaggi di un certo spicco dell’epopea, lasciano addirittura indifferenti gli attori stessi, figuriamoci gli spettatori.
E la discesa di Harry nella foresta dovrebbe attanagliare profondamente l’animo del ragazzo, conscio di deambulare incontro alla morte. Come un uomo legato ad un masso che affonda. Invece, tali emozioni non traspirano, non si raggiungono migliori risultati nemmeno all’incontro coi genitori e gli amici defunti, nel quale si dovrebbe percepire il passaggio dalla rassegnazione alla risoluzione che si ha nel libro.
Un’altra cosa che sembra il caso di constatare e che differisce dalla versione cartacea è il palesarsi di una certa debolezza di Voldemort, colui che ha abbracciato il male consapevolmente ed, anzi, ne è diventato il più fulgido esempio. Mai si mostra debole nelle pagine del libro, nemmeno alla distruzione degli Horcrux, rispondendone con forti impeti di rabbia riconducibili al suo animo sicuro e superbo. La sua umanità si dovrebbe manifestare solamente al momento della morte, qui avviene ben prima, più volte si vede vacillare, anche davanti ai suoi accoliti.
Non voglio prodigarmi molto sulla scena finale, risulta alquanto ridicolo vedere gli attori invecchiati malamente e privi di un qualunque senso paterno/materno nel recitare.
Uscito dalla sala, pienamente a conoscenza della fine di una serie che ha percorso gran parte della mia vita (dal ’98 con il primo libro) non ho sentito la tristezza di una storia meravigliosa che giungeva inesorabilmente al termine e il cessare di quel trasporto in un mondo di pura fantasia che aveva allietato numerosi momenti. Forse può essere solamente questo il miglior commento a questa pellicola.
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sabato 16 luglio 2011
Ellen Kooi
La foto onirica ci piace, come già abbiamo avuto modo di esplicarlo con precedenti articoli. Qui portiamo alla vostra attenzione, una fotografa che fa dell'onirico e il surreale uno stile artistico. Parliamo di Ellen Kooi, olandese classe '62, che attualmente sta ipnotizzando il pubblico americano. A New York, infatti, fino a fine luglio sarà in mostra alla Ppow Gallery.
Le sue stampe veleggiano, ormai, su prezzi intorno ai 3500 euro per edizioni di 10 - 20 stampe. Guadagni luculliani per ciascuno scatto, no?
Ciascuna foto rappresenta una piccola favola a sè stante, dove i protagonisti sono solitamente di genere femminile. Ogni immagine va analizzata e pensata e ciascun spettatore può tessere la propria storia che precede e segue quel fermo-immagine preciso. Contesti brulli e scuri, ad accentuare la visione surreale dell'autrice, anche se poi il panorama è dei più vari se guardiamo tutto il portfolio dell'artista.
Spesso si gioca anche con le dimensioni delle immagini, molto allungate, a volte ben di più di un 16:9.
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venerdì 15 luglio 2011
Five for ImPressing: Valentina Calosci
Nome, cognome, età e da quanto scatta fotografie?
Valentina Calosci, 29, scatto da circa tre anni.
La sua attrezzatura?
Canon AT-1, Holga CFN 120, Nikon D80, Polaroid 600
Cos’è la fotografia per lei? Quanto l’obiettivo influenza la vita di tutti i giorni?
La fotografia è per me come la penna (o la tastiera ormai) per lo scrittore: il modo più naturale che ho di esprimermi e condividere il mio punto di vista su ciò che ho intorno
I suoi soggetti preferiti?
Le mani, le schiene, le cose piccole, le linee geometriche
Cosa fa quando non scatta foto?
Lavoro in un negozio che nulla ha a che fare con la fotografia e penso alla prossima volta che scatterò una foto.
Cosa la distingue, a suo giudizio, da altri fotografi?
Non saprei dirlo con esattezza, molte foto spesso si assomigliano o hanno soggetti simili, l’importante è che in ognuna si scorga il fotografo, la sua sensibilità e il suo inconfondibile “occhio”.
I suoi lavori di quali influenze artistiche risentono?
Mi guardo molto in giro e ci sono fotografi che adoro (Francesca Woodman, per citare un classico), ma un’arte che influenza molto la mia produzione fotografica è la musica: le immagini spesso prendono forma nella mia testa grazie alle note.
Qual è il suo modo di scattare? Si immagina tutta la scena e predispone il set, oppure si affida all’estro del momento? Quali sono i suoi progetti futuri?
Spesso mi immagino la scena, qualche volta la sogno, e poi mi affido, più che all’estro, al divertimento e alla complicità con i miei amici/modelli. Per il futuro prossimo non ho in mente niente di particolare se non studiare e cercare nuovi modi di esprimermi e tradurre sulla pellicola le mie idee.
Qual è la foto che sogna di scattare?
Non l’ho ancora sognata, ma l’aspetto.
Un fotografo che ci consiglia di tenere d’occhio?
Fabio Astone, ricordo i miei “esordi” su Flickr quando ammiravo le sue tonalità vintage e delicate. Ed è ancora così dopo anni.
Valentina Calosci, 29, scatto da circa tre anni.
La sua attrezzatura?
Canon AT-1, Holga CFN 120, Nikon D80, Polaroid 600
Cos’è la fotografia per lei? Quanto l’obiettivo influenza la vita di tutti i giorni?
La fotografia è per me come la penna (o la tastiera ormai) per lo scrittore: il modo più naturale che ho di esprimermi e condividere il mio punto di vista su ciò che ho intorno
I suoi soggetti preferiti?
Le mani, le schiene, le cose piccole, le linee geometriche
Cosa fa quando non scatta foto?
Lavoro in un negozio che nulla ha a che fare con la fotografia e penso alla prossima volta che scatterò una foto.
Cosa la distingue, a suo giudizio, da altri fotografi?
Non saprei dirlo con esattezza, molte foto spesso si assomigliano o hanno soggetti simili, l’importante è che in ognuna si scorga il fotografo, la sua sensibilità e il suo inconfondibile “occhio”.
I suoi lavori di quali influenze artistiche risentono?
Mi guardo molto in giro e ci sono fotografi che adoro (Francesca Woodman, per citare un classico), ma un’arte che influenza molto la mia produzione fotografica è la musica: le immagini spesso prendono forma nella mia testa grazie alle note.
Qual è il suo modo di scattare? Si immagina tutta la scena e predispone il set, oppure si affida all’estro del momento? Quali sono i suoi progetti futuri?
Spesso mi immagino la scena, qualche volta la sogno, e poi mi affido, più che all’estro, al divertimento e alla complicità con i miei amici/modelli. Per il futuro prossimo non ho in mente niente di particolare se non studiare e cercare nuovi modi di esprimermi e tradurre sulla pellicola le mie idee.
Qual è la foto che sogna di scattare?
Non l’ho ancora sognata, ma l’aspetto.
Un fotografo che ci consiglia di tenere d’occhio?
Fabio Astone, ricordo i miei “esordi” su Flickr quando ammiravo le sue tonalità vintage e delicate. Ed è ancora così dopo anni.
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sabato 9 luglio 2011
Rare Photos of Famous People

Qualche foto un po' datata a ricordare i fasti, gli inizi o i momenti ben prima degli esordi, di alcuni personaggi famosi dell'ultimo secolo. Davvero una bella carrellata di immagini da gustare.

Hemingway e Fidel Castro

Elvis Presley e Muhammed Alì

Madonna

Stanley Kubrick sul set

Angelina Jolie con i suoi genitori

Il cast di Guerre Stellari

Kate Moss e Johnny Deep

David Bowie

John Travolta

Sean Connory

Dalì e il rinoceronte

Pedro Almodovar con sua madre

Jack Nicholson

Francis Ford Coppola e Akira Kurosawa

Andy Warhol e Debbie Harry
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mercoledì 6 luglio 2011
Five for ImPressing: Francesca Masarati
Nome, cognome, età e da quanto scatta fotografie?
Francesca Masarati, 23 anni. Le prime fotografie, degne di questo nome, le ho scattate due anni fa. Inizialmente fotografavo solo per esprimere le mie emozioni. Che spesso erano negative. Era una sorta di terapia, di analisi di me stessa. Adesso credo che il mio modo di scattare si sia evoluto e, quindi, fotografo anche per fermare la bellezza della realtà, della semplicità.
La sua attrezzatura?
Uso una canon 450d, una nikon fm2 e un vecchia polaroid. Ma, in realtà, scatterei con qualsiasi macchina fotografica perché credo che in fondo l’attrezzatura non sia poi così importante. Le fotografie si fanno con le emozioni, con i brividi e, soprattutto, con la luce.
Francesca Masarati, 23 anni. Le prime fotografie, degne di questo nome, le ho scattate due anni fa. Inizialmente fotografavo solo per esprimere le mie emozioni. Che spesso erano negative. Era una sorta di terapia, di analisi di me stessa. Adesso credo che il mio modo di scattare si sia evoluto e, quindi, fotografo anche per fermare la bellezza della realtà, della semplicità.
La sua attrezzatura?
Uso una canon 450d, una nikon fm2 e un vecchia polaroid. Ma, in realtà, scatterei con qualsiasi macchina fotografica perché credo che in fondo l’attrezzatura non sia poi così importante. Le fotografie si fanno con le emozioni, con i brividi e, soprattutto, con la luce.
Cos’è la fotografia per lei? Quanto l’obiettivo influenza la vita di tutti i giorni?
La fotografia è la mia più grande passione. È come una vecchia amica che non ti abbandonerà mai. Sai che in qualsiasi momento di sconforto sarà lì, pronta ad emozionarti. Perché la fotografia fa questo, mi emoziona. Profondamente. Non riesco a non guardare un’immagine senza pensare alla sua storia, al momento in cui è stata scattata e ai sentimenti dei protagonisti, fotografo compreso. La fotografia è diventata per me una necessità. Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni ho imparato a guardarmi attorno in maniera “fotografica”, non riesco a farne a meno. Sono sempre stata molto attenta ai particolari, un’osservatrice. Ma da quando ho come compagna la mia macchina fotografica non riesco a fare a meno di immaginare quello che potrei scattare. La mia fantasia galoppa a tal punto che vedendo un particolare che mi colpisce immagino immediatamente la fotografia che potrei scattare.
I suoi soggetti preferiti?
Credo che tutte le cose siano degne di essere immortalate e che tutte abbiano una loro poesia. Anche le più semplici. Non credo una fotografia possa essere definita bella solo perché ha come soggetto qualcosa di piacevole alla vista, anzi spesso le fotografie più belle sono quelle che immortalano cose “povere”. Mi piacerebbe fotografare di più le persone ma mi rendo conto che per riuscirci veramente è necessario un rapporto profondo con il soggetto.
Cosa fa quando non scatta foto?
Penso alle fotografie che potrei scattare e leggo molto. Adoro i libri di fotografia. Mi nutro di immagini, cerco di guardarne tantissime ogni giorno per stimolare la mia fantasia. Mi piace moltissimo osservare le fotografie dei fotografi con la F maiuscola, soprattutto quelli che usavano solo l’analogica. Per questo appena riesco compro libri dei miei fotografi preferiti.
Cosa la distingue, a suo giudizio, da altri fotografi?
Non saprei rispondere, credo che ognuno abbia un modo di fotografare completamente differente dagli altri anche perché ognuno ha un modo differente di guardare la realtà. Guardare e osservare la realtà è il primo passo per fotografarla.
I suoi lavori di quali influenze artistiche risentono?
L’unico tipo di arte che mi influenza e che influenza i miei scatti è la fotografia stessa. Le fotografie altrui, sia quelle di fotografi famosi sia quelle di dilettanti. Ritengo la pittura, la scultura, la musica troppo distanti dalla fotografia che è un piccolo mondo a parte.
Qual è il suo modo di scattare? Si immagina tutta la scena e predispone il set, oppure si affida all’estro del momento? Quali sono i suoi progetti futuri?
Porto la mia macchina fotografica sempre con me perché mi piacciono le fotografie spontanee. Fotografare è riuscire a cogliere l’attimo quindi non posso pensare di non averla sempre con me. Ovviamente scatto anche fotografie costruite e pensate molto tempo prima. Ho una piccola moleskine piena di idee di fotografie che devo ancora scattare quindi mi capita di costruire dei piccoli set per poter costruire la mia fotografia. Per ora i miei studi non hanno nulla a che vedere con la fotografia, ma, magari, un giorno la mia passione si trasformerà in lavoro. Lo spero.
Qual è la foto che sogna di scattare?
Non c’è una fotografia in assoluto che sogno di scattare e che non riesco a scattare. Di solito scatto tutte le fotografie che desidero scattare. Semplicemente sogno di poter scattare ogni giorno una fotografia migliore di quella del giorno prima perché per me è sempre una grossa soddisfazione.
Un fotografo che ci consiglia di tenere d’occhio?
Tra i fotografi famosi il mio preferito in assoluto è Jeanloup Sieff, credo sia fantastico ed emozionante. Anche Francesca Woodman mi influenza molto. Mentre tra i dilettanti ci sono due ragazzi che hanno due album su flickr e mi colpiscono sempre. Si chiamano Francesca Crippa e Alessandro Mitola. Sono una coppia e fotografano entrambi ognuno a modo proprio ma è come se ci fosse un filo che li lega.
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martedì 5 luglio 2011
Basicon
Scegliere un capo e realizzarlo nel migliore dei modi. Anche questa può essere una strategia di commercializzazione vincente. Parliamo, in questo caso, di Basicon: un semplice chinos 5 tasche proposto in versione lunga o corta, in molteplici colori. Unico taglio e semplicità di realizzazione, ma con un dettaglio accattivante, la cintura in vita di corta. Ideato per l'uomo, ma si adatta facilmente anche alla donna. Ne sentiremo di certo parlare.
lunedì 4 luglio 2011
Splitscreen: A Love Story
Splitscreen: A Love Story è il video vincitore del concorso, organizzato da colosso della telefonia finlandese, The Nokia Short 2011 Competition. Il corto è realizzato, con la regia di James Griffiths, unicamente attraverso l'ausilio di un Nokia N8 e un piano di piccoli supporti per rendere l'immagine meno mossa (potrete capire meglio tramite il Making of). L'idea è semplice, un amore a distanza, fra i due ragazzi in fatti si spande un intero oceano (l'Atlantico; i due protagonisti abitano a Parigi e New York), ma questa lontananza si palesa sul video semplicemente con una linea che divide idealmente la metà dello schermo. Supportato da un'ottima colonna sonora, il video scorre via veloce seguendo i viaggi di entrambi i protagonisti fino ad incontrarsi, anche questa volta, però, nelle due città diverse. Un po' di romanticismo in questo lunedì di inizio settimana.
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